Quel posto sottocasa, quell'osteria un po' fighetta, con l'aria snob di sinistra. Quel posto che quando parli con la gente che va nei locali giusti legge i libri giusti e soprattutto ha lo stipendio giusto conosce, ci va e apprezza.
Ecco, quel posto era stato da noi schivato per diffidenza, disprezzo dell'intellettualismo come metodo subdolo per elevarsi artificialmente, pensiero laterale e senso pratico. Ma ci siam cascati, cosa vuoi mai la stanchezza il mio malessere.
Ti fanno sedere dove vogliono loro, primo.
Ci sono tavoli e tavoli e te, se non sei del giro, ti prendi quel che arriva.
Ti seppelliscono sotto a pareti grondanti foto d'epoca, citazioni varie, oggettistica selezionata e neanche uno che sia un accessorio tamarro di quelli che fanno sorridere.
Non c'è neanche la tovaglia, hai davanti una sgrausissima tovaglietta di carta grezza che fa tanto qua siamo alla buona.
Attanzione però: la sventagliata di bicchieri e il tovagliolo di cotone candido e soave ti placano la speranza che i prezzi scritti sulla lavagnetta corrispondano all'emolumento che verserai.
Questo è un posto da ricchi e lo testimonia la percentuale elevatissima di silicone che vedi riempire guance, labbra, tette e stanze dell'osteria.
Ti fanno assaggiare un centimetro quadro di frittatina e un mezzo flut di franciacorta e poi ti somministrano il menù. Poi ti servono porzioni scarse di cose molto raffinate, quasi tutte verdurine, lasagnine, polpettine, tritatine, salatine. E ti aiutano a scegliere ronzandoti attorno in continuazione, con una gentilezza eccessiva e fin troppa enfasi.
Questo in estrema sintesi, perché va detto che le pietanze sono buone ma buone forte, cucinate come se fosse Ratatouille in persona ad affettarle e soffriggerle. Difatti si vede di là la cucina splendente nel suo inox lustro attorniata da giovani e giovanissimi chef: uno per tagliare, uno per sbucciare, uno per condire, uno per decorare, uno per glassare, uno per sobbollire. E tutta questa gente si dovrà pur pagare, no?
Ti servono il gelato con il cartoncino colorato girotondo che spiega la ricetta, l'etica, la grammatica e l'intenzione, più il www. Anzi, il locale ha un sito bellissimo, raffinato, suggestivo, che racconta e descrive ed illustra.
Capisco che sia uno di quei posti da cui esci alleggerito di cinquanta euro, mezzo pieno e mezzo convinto di aver preso una mezza sola.
Tutto sommato abbiamo fatto bene, promosso a pieni voti, grandissimo esempio di come si può elevare la cucina a quei livelli alti che sposano tradizione e innovazione.
Ma a me sono girate le palle: per novantacinque euro potevano anche darmi qualcosina in più, se permetti. E io non ho neanche preso il primo, per dire.
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