Una domenica appiccicosa, fatta di alti e bassi, doveva avere come conclusione una cena decente, per compensare.
La campagna della bassa lomellina verde, rigogliosa e senza sussulti emotivi accompagnava il nostro pensiero che, partito in sordina con il borbottìo dei nostri stomaci, cominciava a farsi impellente, nervoso e anche un po' infastidito: ma quando si mangia?
E abbiamo trovato un locale sperduto nel nulla, un pub che per me qua ti danno anche da mangiare.
Perplessi abbiamo sostato nel parcheggio e prima roba di macchine ce n'erano. Quindi vuol dire o che si mangia bene o che costa poco o che non c'è niente di meglio per chilometri e chilometri e quindi arrangiarsi. Con l'aria di chi deve affrontare un enorme sacrificio siamo entrati. Anzi, per dirla giusta ho lasciato giù le scarpe col tacco e mi sono infilata nelle ballerine, si sa mai nella vita.
Di bello c'era la gente, di tutti i tipi tranne di tipo normale (e qua si potrebbe aprire lo squarcio esistenzialista su cosa significa normale e via discorrendo, ma siamo onesti: la normalità esiste, è tra noi e tutti ne abbiamo coscienza).
C'erano le famiglie che parlavano dei giochi che possiamo fare a Gardaland, famiglie brutte con bambine piene di perline, padri rintronati e madri tese. C'era la coppietta in cui lei era un trans molto raffinato che si è sparata una pizza, una piadina e una vasca di patatine fritte, con le unghie ricostruite infilava nel forno a tempo di record la qualunque. C'era il venditore nero con la faccia triste, c'era il vecchio, c'era la cameriera anziana che più che altro si fermava ai tavoli a chiacchierare, fancazzista e abbastanza rude, c'era lo spillatore della birra alle prese con il suo cellulare e lavaggio bicchieri e c'era la coppia di darkettoni in difficoltà a trovare i soldi per pagare, lui capelli lunghi e lei corti, come dev'essere nella vita della gente alternativa.
Insomma, c'era l'umanità della provincia più profonda e soporifera, sempre fuori posto, o troppo elegante o troppo sbindona, mangiamale della domenica, eterni principianti dei ristoranti.
Abbiamo mangiato una grigliata di carne cattiva, un'insalata, forse altro ma non ricordo. So che il menù era un pieghevole A4 in cui dovevi mettere la croce e mancava la voce: acqua frizzante. Ma mi è piaciuto, per i motivi che ho scritto.
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