Vabbe', si potrebbe scrivere dei ristoranti dolomitici, dai prezzi esosi e non sempre anzi, quasi mai proporzionati alla qualità dei cibi serviti. Si potrebbe ma insomma, canederli speck tomini bla bla bla, dai.
Parlerei d'altro, perché in fondo mangiar fuori è starsene in un altro posto e, previo esborso di denaro, provare ad assaggiare cibi cucinati da altri per altri, prima di tutto.
Dunque domenica sera di fine agosto, zona lago Iseo anzi, zona torbiere. Una statale trafficatissima, alcune pizzerie che forse un tempo erano osterie per i contadini diretti ai mercati del lago e provenienti dalle campagne della Franciacorta. Pizzerie da domenica sera, famiglie in tiro, coppiette di mezza età, qualche nonna tirata fuori dal suo ambiente e portata a farsi la mangiatina. Cameriere veloci, non appariscenti, servizio dignitoso senza pretese. Prezzo venti euro menù grigliata contorno dessert caffè acqua o vino.
Il tavolo si appoggiava alla ringhiera, dopo la ringhiera i gerani rampicanti, dopo i gerani il parcheggio, dopo il parcheggio una siepe di rose in sofferenza causa piombo e dopo le rose la statale. Musichetta di sottofondo, aria fresca, una candela antizanzare.
Il cameriere fresco di scuola alberghiera porta fuori un po' ingessato il tavolino, poi appoggia l'ambaradan della carne calda e dopo un po', in ritardo, il contorno. Nell'ambaradan ci sono due cosine di questo due di quello, per un totale di una dozzina di pezzi di carne di pollo-maiale-maiale-maiale-agnello-maiale (mezza salsiccia divisa a metà).
Mangiamo dividendoci fraternamente il maiale.
Una ragazzina fa i capricci perché suo padre non la lascia andare in bagno, a quel tavolo cala il gelo. Lei se ne va dicendo e adesso ci starò tutta sera.
Quando ci alziamo per tornare alla macchina vediamo il papà che se la va a riprendere. Non dev'essere stata una gran cena.
Be', neanche la nostra, il dessert era composto da stanche pesche giallo antico incastrate in una durissima gelatina, ma la salsa ai mirtilli languidamente depostale accanto invece si che era buona. E poi noi si chiacchierava tranquilli, senza neanche una piccolissima discussione.
La prossima recensione prometto che spiego meglio i cibi e peggio il locale.
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2 commenti:
non ho mai capito se su sto blog si può commentare o non ci son commenti perché non lo legge manco il cane.
cristina, ma è tuo questo bloggo?
io non riesco a contattarti.
e vorrei leggere la rossatinta, ma mi dice che è privato.
d.
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