Domenica, nuvolosa e piovosa da non poter far niente a parte la spesa.
Domenica, uscire da casa tardi e trovarsi grossomodo a ora di pranzo in un centro commerciale semideserto, semibuio, triste e spoglio.
Che fare se non andare in un selfeservis sgrausissimo?
Mangiare al selfervis è in ogni caso un'esperienza. Primo perché devi arrangiarti e non c'è quel rituale da siediti sta composta gioca con le posate apri i grissini, chiacchiera ordina aspetta versa il vino intanto che aspetti guardati in giro sistemati la gonna.
C'è da prendere il vassoio, la tovaglietta di carta, il bicchiere di plastica e stare belli concentrati.
Avvicinarsi ai banchi frigo, studiando attentamente le pietanze, afferrandole con le pinze e ficcandole nelle ciotole di plastica, senza esagerare ma anche senza lesinare, che cavolo tre euro di contorno se permetti verso.
E poi ci sono i cuochi dei selfervis che ti versano le porzioni e soprattutto le salsine: roba acida ed esoterica, esagerata, speziata, indigeribile ma siccome hai fame dici si, vai vai.
Ti siedi, nei selfservis, vai alla caccia del sale dell'olio del tovagliolino. Osservi gli altri commensali, raramente hanno vassoi decentemente assortiti, rifletti sull'alimentazione moderna, versi acqua (bere alcol in questi posti va oltre ogni abbrutimento, è necessario un minimo di self control) e mangi.
In fretta, visto che la temperatura degli ambienti e delle pietanze è al minimo sindacale (anzi, le verdure sono proprio fredde, per durare qualche oretta), malamente, perché di solito questi posti imitano qualcosa e invitano alla depressione (finto ambiente rurale, finto western, finto mexico, finto tirolo, finto rustico, finto jungla).
Poi ti alzi, diretto alla macchina, al carrello, al rientro, a qualcosa di successivo.
Intanto la cameriera ritira i vassoi, dentro al suo maglioncino maculato e alle sue fette di ciccia, spinge il carrellone verso le cucine e pensa a quanto le rimane per arrivare alla fine del turno.
Io ho mangiato verdure miste, arrosto di vitello e acqua gasata, insomma poco: ma mi ci è voluto un po' di bicarbonato lo stesso, per agevolare i succhi gastrici a devolverne i resti in beneficenza.
domenica 18 settembre 2011
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